Antonio

Antonio

Ciao, mi chiamo Antonio  e scrivo da Treviso.

Ho iniziato molto presto a lavorare e a 40 anni ho deciso di mettermi in proprio.

Ho aperto una ditta di scavi e negli anni passati gli affari sono andati molto bene e ho nel tempo ampliato la mia attività.

Ero una persona molto ambiziosa e col tempo soprattutto di recente ho iniziato ad assumere delle grosse commesse.

Tutto è andato bene sino a che intorno al 2014 ho deciso di accettare un’importante appalto nel settore immobiliare.

Per questo ho investito molti dei soldi che avevo accumulato per acqustare delle nuove escavatrici , delle nuove attrezzature e ho assunto diverse persone.

Purtroppo a causa della crisi l’azienda che mi aveva affidato l’appalto ha iniziato a non pagare più regolarmente le mie fatture e mi sono trovato in difficoltà.

Non molto tempo dopo l’azienda per cui lavoravo ha dichiarato fallimento e mi sono trovato a dover far fronte a numerosi pagamenti, tra cui i numerosi salari dei miei dipendenti a cui non riuscivo più a far fronte.

Ho deciso a quel punto di iscrivere un’ipoteca sulla mia abitazione e di farmi erogare un finanziamento dalla mia banca.

Instauratomi al fallimento dell’azienda per la quale lavoravo in qualità di creditore non sono però riuscito a recuperare praticamente nulla e ho iniziato ad avere dei problemi nel pagamento della importante rata di mutuo che avevo stipulato.

Il direttore della mia filiale con cui lavoravo da tempo e con il quale avevo un’ottimo rapporto spesso soprassedeva ai miei ritardi ma venne destinato ad un’altra sede e al suo posto arrivò una nuova persona a me del tutto sconosciuta.

Un giorno ricevetti una telefonata dal nuovo direttore che mi chiedeva un’appuntamento.

Io mi presentai in banca e questi mi disse che dovevo regolarizzare velocemente la mia posizione.

Nel frattempo cercai di ottenere qualche nuova commessa di lavoro per recuperare del denaro ma la maggior parte dei grandi cantieri sui quali mi ero specializzato erano fermi e in quei pochi ancora in attività correvo nuovamente il rischio di non essere pagato.

Ero molto stressato e nervoso e anche il rapporto con mia moglie ne risentiva in quanto spesso si instauravano dei pesanti litigi.

Proposi allora alla mia banca di rinegoziarmi le condizioni del mutuo per avere una rata più leggera ma non vi fu nulla da fare in quanto questo nuovo direttore pareva inflessibile alle regole che gli avevano imposte i suoi superiori.

Qualche mese dopo venni contattato da una società di recupero crediti a cui la mia banca aveva ceduto il credito derivante dal mio contratto di mutuo.

Le somme richiestemi da questa società erano notevolmente superiori a quelle che effettivamente dovevo corrispondere e nessuna mia contestazione fu utile alla loro riduzione.

Mi pervenne allora una telefonata di un consulente che lavorava per l’associazione ATESI e che mi garantì che mi avrebbe aiutato.

Sottoscrissi la tessera Corporate in quanto preferivo avere un contatto più diretto con loro e il mio caso venne affidato ad un loro specialista.

Dapprima fecero una perizia econometrica per riscontrare la somma di cui effettivamente ero debitore avendomi la società di recupero addebitato deglle importanti spese non previste.

Dalla perizia econometrica risultò non solo che quanto la società di recupero mi richiedeva era di molto superiore a quanto effettivamentente dovevo alla mia banca ma anche che per un lungo periodo gli interessi che mi erano stati applicati eccedevano le soglie di usura.

Riuscimmo quindi a rideterminare con esattezza le somme di cui ero debitore e a trasmettere una prima proposta transattiva direttamente alla sede centrale della mia banca baipassando la società di recupero.

Dopo qualche tempo risultò pure che la società di recupero crediti non era nemmeno più titolata a richiedermi pagamenti per conto della mia banca.

Insomma ci è voluto diverso tempo prima che siamo riusciti a risolvere questa situazione ma alla fine mi è stato accordato un piano di pagamento molto sotenibile.

Un’altra cosa che voglio aggiungere è che da quando mi sono rivolto all’associazione ATESI ho iniziato rilassarmi anche perché mi hanno aiutato a a recuperare alcuni insoluti con i quali liquidare i miei dipendenti.

La società di recupero infatti mi aveva creato un grande stress tempestandomi di telefonate giorno e notte e talvolta alcuni suoi operatori ebbero a minacciarmi che se non avrei pagato quanto loro mi chiedevano mi avrebbero fatto finire per strada.

Sono uscito tutto sommato bene da questa grave situazione che si era creata anche la situazione con mia moglie è cominciata a migliorare e abbiamo ritrovato la nostra serenità.

I professionisti di ATESI si sono comportati in maniera eccelsa con me e hanno sempre dimostrato una grande serietà professionale e soprattutto una particolare attenzione alla mia vicenda personale.

Antonio